Il
gruppo, nato da un’ idea dello stimato musicista
siciliano Antonio Marangolo, (già collaboratore e
arrangiatore per artisti come Paolo Conte e Vinicio
Capossela) suona un jazz che colpisce per la sua
capacità di mescolare in maniera sorprendente tutti gli
stilemi del jazz “classico”, dal cool al free jazz, con
variazioni bachiane e con riferimenti al quartetto di
Gerry Mulligan e ai trii “pianoless” di
Sonny Rollins e Jimmy Giuffre, al quartetto
di Dave Holland. Le radici profonde di questo
progetto traggono ispirazione dalle “bachianas
brasileiras” di Villa Lobos, ma la scrittura delle
composizioni è caratterizzata dal sacro fuoco
dell’improvvisazione moderna e da una sorta di ‘melodia
infinita’ wagneriana. Il tutto sorretto da
una continua pulsazione ritmica di origine africana,
un mix di conga, milonga, beguine e
rumba. Le percussioni trascinanti e fortemente
“etniche” di Flavio Piscopo, il virtuosismo di
Roberto Bartoli ed il sax alto di Roberto Manuzzi
nel ruolo di “voce guida”, rendono unico questo
amalgama come testimonia il cd pubblicato dall’etichetta
Sette Ottavi.